Leolandia: ecco perché l’amore è anche un gioco bellissimo

paola leolandia 1

[post in collaborazione con Leolandia] Questa che vedete un po’ perplessa vicino al naso di suo papà è Paola. Abbiamo deciso di portarla a Leolandia perché era da tempo che ci chiedeva di incontrare Peppa Pig. Se nella foto la vedete stralunata è perché era la prima volta per lei e per noi come famiglia: abbiamo fatto la prima gita insieme (Vittoria l’abbiamo lasciata ai nonni). Qualcuno di voi si chiederà che cosa centri Leolandia con post-partum:  ebbene centra. In questi giorni sto ricevendo diverse richieste d’aiuto da tante mamme che si domandano: “riuscirò mai a divertirmi con mio figlio?” “sarò in grado di stare con lui senza annoiarmi?”. La risposta è: certo che ci riuscirete. L’amore è un anche un gioco bellissimo e in questi momenti in cui ho visto Paola felice ho capito il bellissimo percorso che abbiamo fatto e quanto una giornata trascorsa a Leolandia ci abbia permesso di arricchire la nostra storia.

Quando siamo andati c’era il Trenino Thomas Day, un intero giorno dedicato al mitico trenino. Tutto il parco è stato addobbato a festa  con giochi,iniziative, sorprese e decorazioni dedicate alla scintillante locomotiva blu più famosa di sempre. Anche noi abbiamo seguito la facciona di Thomas che ci ha portato direttamente da lui. ” Mamma per fargli muovere gli occhi dobbiamo fare CIUF CIUF!” continuava a ripetere Paola mentre aspettavamo il nostro turno per salire.

trenino thomas

Abbiamo fatto un giro per tutto il parco e abbiamo salutato tutti quelli che si fermavano al passeggio di Thomas. Per Paola è stato un momento speciale, perché era davvero molto emozionata. E noi con lei, perché tanti ricordi sono venuti alla mente, tante prove che abbiamo superato per arrivare fino ad oggi.

trenino thomas

Ed eccoci qui sul Trenino Thomas:

selfie trenino thomas

Come vi avevo detto a inizio post, mia figlia aveva un unico obiettivo in mente: andare da Peppa. Questa che vedete è la famosa casa della famiglia Pig: tutto è esattamente come nel cartone animato, anzi sembra proprio improvvisamente di esserci dentro, quasi in un’altra dimensione. Mentre eravamo in fila però, si stava svolgendo un altro evento unico (che in realtà avrei voluto tanto vedere visto che lei è l’idolo della mia infanzia): Cristina D’Avena al Palco Minitalia ha infatti presentato in esclusiva  la Thomas Dance, la canzone del Trenino Thomas! Avrei tanto voluto stringerle la mano e dirle che le sigle tv sono state nella mia personale top ten per anni, a fianco di Bruce Springsteen. Quando però la figlia chiama, la mamma e il papà devono rispondere, in questo caso con un bel grugnito:) Prima di arrivare alla casa Paola però ha fatto un bel giro sull’auto di Papà Pig e si è sentita proprio importante!

casa peppa leolandia

Entrare nella famosa casa è certamente la realizzazione di un desiderio, anche perché alla fine del percorso c’era proprio Peppa in persona che ci stava aspettando! Tutto è riprodotto nei minimi dettagli: l’ufficio col computer di Mamma Pig (ci avete mai pensato che pure lei è una homeworker?), il salotto, il bagno con la vasca da bagno e le paperelle e anche gli specchi magici (purtroppo non possono farci più belli, ma solo più simpatici).

Ed eccoci nella cucina della famiglia Pig, dove mamma Pig cucina le frittelle o gli spaghetti e papà Pig…li mangia! Paola è rimasta affascinata dal vedere che tutto è identico a come lo ha sempre visto lei. Si è persino accorta di Mr Zampe Fini, il ragnetto amico di Peppa, cosa di cui io ho ignorato l’esistenza fino a quando non me lo ha detto lei. Qui la vedete intenta a provare un po’ tutto, dalla lavatrice all’aprire il frigorifero, ad assaggiare il cibo di casa Pig.

cucina casa peppa

cucina casa peppa leolandia

Quando siamo usciti la mia bambina è stata davvero molto contenta e sapete perché? Perché Peppa Pig alla fine le ha dato il “cinque”. Peppa Pig, capite? Ed ecco che di colpo si è sentita una vip con tanto di palloncino al polso.

paola palloncino

Dopo la pausa pranzo in cui abbiamo mangiato dei buonissimi hamburger e patatine, abbiamo chiesto a Paola cosa volesse fare e lei ci ha risposto che voleva andare a vedere gli animali: Leolandia è dotata di una fattoria e anche di un acquario e di rettilario. Li abbiamo visti tutti, ma devo dire che è stata particolarmente colpita dalle caprette e dai maialini (ah, anche dai serpenti che cambiavano muta).

paola capretta leolandia

paola capretta 2

Avremmo voluto andare anche allo spettacolo di Masha e Orso, ma Paola data la giornata ricca di emozioni, era stanchissima. Non abbiamo fatto in tempo ad allacciarle il seggiolino che è crollata dal sonno in auto. Quando siamo tornati dai nonni a riprendere sua sorella, ha raccontato tutto quello che le è piaciuto di più e indovinate cosa è stato? Il “cinque” che le ha dato Peppa Pig.
E’ stato un giorno perfetto. Ci siamo goduti la nostra bambina e la cordialità di tutti quelli che lavorano in questo parco di divertimenti che è veramente family friendly. I bambini qui vengono accolti con tutti i riguardi, ci sono una cura e un’attenzione verso i più piccoli che lasciano piacevolmente colpiti. Non a caso Leolandia è il secondo parco divertimenti più amato in italia secondo Tripadvisor. 

Ci torneremo di sicuro anche con Vittoria, visto che ci sono tutte le attrezzature per cambiare e allattare anche i “nanetti”. Perché come diceva Nietzsche, “nell’uomo autentico si nasconde un bambino: che vuole giocare”. E questo noi adulti non dovremmo mai dimenticarcelo. 

#mammekids: il futuro digitale dei nostri figli. Insegniamo a vivere il loro tempo

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[post sponsorizzato]

Una volta la mia psicologa mi ha chiesto: “Come pensi a te come mamma di due bambine?” Lì per lì non ho saputo rispondere. Poi ho capito che essendo due future ragazze e poi ancora donne, il mio ruolo è quello di insegnare a vivere nel loro tempo, che inevitabilmente non sarà quello che è stato per me. Quando ero piccola non esistevano internet, i selfie e Instagram. Le chat erano reali, viso a viso, al massimo al telefono o con il citofono dell’amico che andavi a chiamare. A Paola e Vittoria dovrò insegnare a comunicare, proprio a loro che sono nate tra tutte le comunicazioni possibili. Dovrò dire loro che i “mi piace” su Facebook non le faranno delle persone migliori, anche se crederanno il contrario. Che per farsi notare dal ragazzo che piacerà loro non è necessario mostrarsi in pose ammiccanti. Che la personalità e l’intelligenza sono il magnete più potente.  Che non saranno le più “fighe” del gruppo se decideranno di prendere di mira qualcuno di più debole – che tanto c’è lo schermo davanti – e che saranno ugualmente complici se vedranno un compagno in difficoltà e non diranno nulla.

Che futuro possiamo insegnare ai nostri figli grazie alla tecnologia, allora? Come possiamo migliorare la qualità della vita dei bambini di oggi e delle loro famiglie? A queste domande davvero pregnanti cercherà di rispondere Mammekids Life & Technology: due appuntamenti alla libreria Open di Milano, l’11 e il 12 marzo, dove si parlerà appunto di web, bambini e famiglie.  L’evento è stato organizzato da Antonella Pfeiffer, esperta di comunicazione e già creatrice del sito omonimo (nonché autrice del libro “La mamma perfetta” e direttore editoriale della rivista online Donne Magazine).   Continua a leggere…

Barbara Buccino, CiurmaMom: “Essere mamma di 6 figli? Si può!”

barbara buccino

Oggi un’intervista ad una super mamma: Barbara Buccino, ovvero CiurmaMom. Mamma di 6 figli dai 20 ai 4 anni Barbara è una donna speciale, che sprizza energia da ogni parola che dice. Ti fa venire voglia di avere una bella e grande famiglia, senza badare troppo alle difficoltà che inevitabilmente ci sono. Ecco che cosa mi ha raccontato.

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Veronica Viganò, “Corsi più mirati all’aspetto psicologico per le future mamme”

‘Non avevo pazienza, mi sentivo prigioniera di un neonato. Vivevo malissimo la limitazione della mia libertà personale (…) La relazione con lui era iniziata in modo difficile e solo dopo tre o quattro mesi mi sono sentita veramente la sua mamma’.

Veronica Viganò

Veronica Viganò è conosciuta in rete con il suo blog  Manager di me stessa; in realtà lei manager lo era davvero, fino a quando ha lasciato il lavoro ed è diventata una blogger professionista. Dal 2008  – anno in cui è nato il suo secondo figlio – è tra le altre cose web writer, social media specialist e curatrice di una rubrica radiofonica intitolata Mamma Manager”. Ecco che cosa mi ha raccontato della sua esperienza di maternità.  Continua a leggere…

Simona Unamammainpiù: “Troppe attenzioni in gravidanza, ma è il post parto il momento più delicato”

Simona Unamammainpiù

‘Ho passato i 9 mesi peggiori della mia vita, e tutti erano felici per me’.

Simona Redana è un’amica: ci siamo conosciute tra i banchi dell’università, dove abbiamo frequentato la stessa specializzazione. Per un po’ ci siamo perse di vista, ma poi ci siamo rincontrate per motivi di lavoro: è a lei che devo il mio ingresso nel mondo del gossip:). E’ mamma di Emma, 2 anni, chiamata affettuosamente “la gnoma”: sul suo arrivo e sulla sua avventura nella maternità ha cominciato a scrivere nel blog “Una mamma in più”, che ha molto successo perché è scritto con verità, senza filtri. Ecco quello che mi ha raccontato.

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Silvia Gianatti: “Alle neo mamme dico: dormite!”

Silvia Gianatti

Fortunatamente sta un po’ scomparendo l’idea di mamma perfetta, lasciando spazio a un po’ più di realismo. Detto questo non è neanche tutto così difficile, faticoso, imperfetto come a volte viene dipinto. Il mio filone preferito è quello della verità’. 

Silvia Gianatti è giornalista, scrittrice, sceneggiatrice: scrive fumetti, libri e articoli per diverse testate (Mondadori, Condé Nast, Panini e Walt Disney, tra gli altri). Oltre a questo è dotata di grande senso dell’umorismo ed è mamma di due bambini: una bambina di 4 anni e mezzo e un maschio di due. Ha un blog molto seguito su Style, guardache.style.it, dove racconta la sua avventura “mammesca”. Proprio sul mestiere più difficile del mondo ha scritto due libri: “Guarda che è normale” (2013) di cui ha fine giugno di quest’anno è uscito una sorta di seguito: “Guarda che sono due“. Le ho chiesto di raccontare la sua esperienza e l’intervista è molto spiritosa. Buona lettura!

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