Stickerkid: gli adesivi che aiutano le mamme a non perdere nulla




[in collaborazione con Stickerkid]

Per tanto tempo ho fatto fatica a trovare mia figlia. Mi sentivo persa, svuotata, sfinita per colpa della depressione post partum. Per fortuna poi tutto è finito e adesso sono felice di essere una mamma non perfetta, ma certamente una mamma al meglio delle mie possibilità. Pensiamo per un attimo al contrario: e se fossero Paola o Vittoria a perdersi? Se durante una normale gita o anche al supermercato le perdessi di vista? Continua a leggere…

Faccio da sola.

Faccio da sola

In questi giorni mi sento particolarmente vicina a Paola. La vedo crescere, sta diventando sempre più abile nel linguaggio e nell’esprimere ciò che vuole. Insomma è sempre più lei stessa. Quando la guardo non posso fare a meno di pensare ai primi tempi, a quando era piccina e io non sono stata in grado di prendermi cura di lei come si meritava. Per fortuna quel tempo è passato, anche se non sarei la mamma che sono oggi senza ciò che abbiamo vissuto.

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Giornata Mondiale dei Prematuri e periodi no.

vittoria 2

Non ho pubblicato niente la scorsa settimana. La verità è che ho qualche problema di salute. Niente di grave, per carità, ma bisogna capire la causa: da qualche giorno faccio fatica a respirare, ho letteralmente fame d’aria. Non accade sempre, però è piuttosto fastidioso. Perciò sto facendo degli accertamenti per capire se questi sintomi siano legati a qualcosa di fisico o di altro.

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Un mese a 4. Perché la depressione post partum porta cose belle

Io e Vittoria

Ieri Vittoria ha compiuto un mese. E con lei anche noi come famiglia abbiamo compiuto i nostri primi 30 giorni a 4. Devo dire che pensavo peggio: certo, a volte è faticoso gestire i momenti di gelosia di Paola e i pianti di Vittoria, ma credo che sia merito del lavoro di terapia svolto in questi anni il fatto che non mi sia fatta prendere dal panico.

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Alla fine è stata una Vittoria.

io e Vittoria

La nostra Vittoria è arrivata. Con ben 3 settimane di anticipo: il 20 aprile, dopo aver visto la puntata di Grey’s Anatomy, ho urlato a mio marito: “Mi si sono rotte le acque!”. E sono scoppiata a piangere. Temevo per la bambina, essendo solo di 36 settimane. Ripetevo: “E’ troppo piccola, è troppo piccola!”. Da giorni avevo dei segnali, ma ho deciso bellamente di ignorarli, anche se in cuor mio sapevo che al termine non ci sarei mai arrivata.

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Due anni di te. Di noi.

Anna Wintour spostati

Oggi è il 15 aprile. Oggi compi due anni. Vorrei scriverti tante cose, ma le parole si incastrano in gola.
Ti guardo e so che comunque, nonostante il cammino a volte accidentato, sto facendo un buon lavoro. Tu, così piccola e così grande, mi stai facendo imparare ad essere la tua mamma. Perché la verità è che insegni più cose a me di quanto tu stessa possa immaginare. La meraviglia, l’allegria, la calma: tutte sensazioni che avevo dimenticato – che dimentico spesso a dir la verità – e che respiro attraverso te.

Sei la mia bambina. Adesso lo posso dire. Dopo tanto dolore e fatica so che sei finalmente la mia bambina, quella figlia per cui non esistono definizioni. Perché non si può contenere tutto quell’amore che pensavo non avrei mai provato. Grazie per questi due anni così intensi. Così potenti, nel bene e nel male.

Buon compleanno, Paola.

La tua mamma.

Massimo Gramellini: “La figura della madre trattata come un cliché”

Massimo Gramellini

Massimo Gramellini non ha bisogno di presentazioni. Vice Direttore de La Stampa, conduce con Fabio Fazio la trasmissione di Raitre Che fuori tempo che fa. Scrittore di successo, nel 2012 pubblica Fai bei sogni, che si può definire il romanzo della svolta: il libro vende infatti un milione di copie e viene tradotto in 22 Paesi. Il suo lavoro più recente è realizzato a quattro mani con Chiara Gamberale e s’intitola Avrò cura di te (2014).

L’ho conosciuto durante Revolution, la trasmissione di Tv2000 di cui sono stata ospite e sebbene non sia riuscita a parlargli, l’ho contattato tramite mail chiedendogli se avesse voglia di rilasciare un’intervista su Post-partum.it. E’ stato davvero molto disponibile: quello che state per leggere è ciò che mi ha raccontato.

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Depressione post partum: perché bisogna metterci la faccia

Depressione post partum

Siccome a me piace essere sincera, non mi nasconderò dietro ad un dito: quando ho aperto post- partum.it la mia volontà era di non rimanere confinata dietro una tastiera del computer. Penso che sia importante raccontare delle storie attraverso la Rete, ma ritengo sia altrettanto giusto mostrarsi in prima persona ad altre mamme, visto che non bisogna nascondersi se si soffre o si è sofferto di depressione post partum.

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Giada Mammachevita: “Non esiste un modo giusto per essere mamma”

Giada Lopresti Mammachevita

‘Ho dovuto assolutamente capire la mia nuova identità. Alla nascita di Cesare infatti non ho avuto quel colpo di fulmine che credevo di provare. Mi ci è voluto un po’ per riconoscermi come mamma e abbracciare il mio piccolo come mio’. 

Giada è una ragazza milanese che si è trasferita al Sud per amore. Conosciuta in Rete come “Mammachevita” – dal nome del suo blog – è mamma di Cesare, che a novembre compirà due anni, e sta per diventarlo di “Boh” (non ha infatti voluto sapere il sesso) che nascerà invece a giorni. Sono riuscita ad “acchiapparla” prima che le si rompessero le acque e mi ha raccontato la sua idea di maternità.

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