Depressione post partum: ostetriche, ginecologi, medici tutti, SVEGLIATEVI!

donna depressione

Leggo con molta tristezza che qualche giorno fa una donna di 31 anni – già madre di due bimbi – si è suicidata mentre era in attesa di due gemelli. L’articolo conteneva le frasi di rito “soffriva di depressione” e “nessun segnale sembrava far prevedere l’insano gesto”.

Allora. Io sono un po’ stufa di questa superficialità. Da parte di tutti: da parte di chi scrive – che evidentemente la maggior parte delle volte – non sa neanche di che cosa si stia parlando, ma soprattutto da parte di chi questa donna l’aveva in cura. Il mio è un j’accuse a tutti voi, medici, ginecologi, ostetriche che ogni giorno lavorate fianco a fianco con future mamme o che mamme lo sono già diventate. Ogni anno in Italia – secondo i dati a disposizione – si ammalano di depressione post partum tra l’8 e il 12% delle neo madri. Non lo 0,1%. E questo secondo le stime ufficiali. Pensiamo al sommerso, a quelle che non ci vanno a dire che stanno male. Continua a leggere…

#mammekids: il futuro digitale dei nostri figli. Insegniamo a vivere il loro tempo

paola computer

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Una volta la mia psicologa mi ha chiesto: “Come pensi a te come mamma di due bambine?” Lì per lì non ho saputo rispondere. Poi ho capito che essendo due future ragazze e poi ancora donne, il mio ruolo è quello di insegnare a vivere nel loro tempo, che inevitabilmente non sarà quello che è stato per me. Quando ero piccola non esistevano internet, i selfie e Instagram. Le chat erano reali, viso a viso, al massimo al telefono o con il citofono dell’amico che andavi a chiamare. A Paola e Vittoria dovrò insegnare a comunicare, proprio a loro che sono nate tra tutte le comunicazioni possibili. Dovrò dire loro che i “mi piace” su Facebook non le faranno delle persone migliori, anche se crederanno il contrario. Che per farsi notare dal ragazzo che piacerà loro non è necessario mostrarsi in pose ammiccanti. Che la personalità e l’intelligenza sono il magnete più potente.  Che non saranno le più “fighe” del gruppo se decideranno di prendere di mira qualcuno di più debole – che tanto c’è lo schermo davanti – e che saranno ugualmente complici se vedranno un compagno in difficoltà e non diranno nulla.

Che futuro possiamo insegnare ai nostri figli grazie alla tecnologia, allora? Come possiamo migliorare la qualità della vita dei bambini di oggi e delle loro famiglie? A queste domande davvero pregnanti cercherà di rispondere Mammekids Life & Technology: due appuntamenti alla libreria Open di Milano, l’11 e il 12 marzo, dove si parlerà appunto di web, bambini e famiglie.  L’evento è stato organizzato da Antonella Pfeiffer, esperta di comunicazione e già creatrice del sito omonimo (nonché autrice del libro “La mamma perfetta” e direttore editoriale della rivista online Donne Magazine).   Continua a leggere…

Una storia da raccontare. Una mamma, semplicemente.

Una mamma infelice è una mamma scomoda.

E’ arrivata ieri tra le prime storie di mamme che hanno accettato di raccontare la propria depressione post partum. L’ho letta e ho pianto. Perché per un attimo sono andata indietro con la memoria e mi sono vista mentre guardavo fuori dalla finestra di quella che allora era la mia casa e ho pensato di buttarmi di sotto. Paola dormiva nella sua carrozzina, pacifica. Non si sarebbe accorta di niente. “Perché ho avuto questa disgrazia?” mi ripetevo. La mia bellissima bambina una disgrazia. Mentre ripensavo a questo la Paola di oggi si è avvicinata e mi ha abbracciato e si è preoccupata perché mi ha visto piangere. Le ho detto che quando era molto piccola, la mamma per un periodo non è stata molto bene. Lei mi ha risposto: “Andiamo a giocare?” come se volesse farmi capire che non importa chi ero. Ora sono la sua mamma che gioca con lei. E questo le basta. Continua a leggere…

Corinna, mamma coraggio: “Delusione e sconfitta sapere che c’è chi sconsiglia di vaccinarsi”

corinna verniani

Ho sempre pensato a post-partum.it come ad uno “spazio bianco” in cui le mamme possono avere voce senza sentirsi giudicate o sole. Quella che ospito oggi è un’altra madre “resiliente”, Corinna Verniani, che si è trovata suo malgrado al centro dell’attenzione e su ogni pagina dei quotidiani per la vicenda capitata a sua figlia. La bambina a causa di un’immunodeficienza – contratta a 2 anni a seguito di una malattia – non può essere vaccinata. Peccato che ben 8 dei suoi compagni di classe – per scelta famigliare – non si siano sottoposti alle vaccinazioni: se si fossero ammalati di una qualsiasi malattia esantematica, la bimba avrebbe potuto essere particolarmente esposta, rischiando la vita. La bambina alla fine ha cambiato scuola, ma la sua storia ha attirato ancora una volta l’attenzione su un dibattito molto accesso, che purtroppo non ha ancora trovato soluzione.  Continua a leggere…