Festa della Mamma a Leolandia, perché il gioco fa parte del mio essere madre




[in collaborazione con Leolandia]

“Non si smette di giocare perché s’invecchia, ma s’invecchia perché si smette di giocare”. Così diceva George Bernard Show e siccome io i capelli grigi – anzi silver così sono più alla moda – già li ho, spero di non invecchiare male, continuando a divertirmi. Il gioco è una componente importante del mio modo di essere mamma, perché penso che sia fondamentale continuare a rendere la vita più colorata e più divertente anche quando si cresce e purtroppo si perde un po’ di magia. Per questo quando Leolandia mi ha invitato alla Festa della Mamma per un Blogtour ho accettato molto volentieri. Continua a leggere…

Elisa Liberatori Finocchiaro: “Il cesareo può essere anche bello, come il mio”




Oggi un’intervista che avevo voglia di fare da tempo e il destino ci ha messo lo zampino. Elisa Liberatori Finocchiaro è una blogger che ha scritto un articolo molto interessante sul cesareo e sul fatto che spesso il mondo della maternità – in questo caso il parto – sia disseminato di ideologie. Io di cesarei ne ho avuti due e devo dire che concordo in pieno con ciò che ha scritto. Ecco quindi cosa ha raccontato a post-partum.it. Continua a leggere…

Paolo Mazzarello: “Il parto cesareo inventato da Porro, una scoperta fondamentale per salvare le donne”

Paolo Mazzarello E si salvo anche la madre libro

Paolo Mazzarello E si salvo anche la madre




Un’intervista di cui vado molto orgogliosa, quella di oggi, perché si tratta di un uomo di scienza che ha scritto un libro che ha cambiato la mia prospettiva di donna e di madre. Io – come sapete – ho subìto due cesarei e soprattutto per Paola mi sono sentita in colpa per diverso tempo. Il Professor Paolo Mazzarello invece ha scritto “E si salvò anche la madre. L’evento che rivoluzionò il parto cesareo” (Bollati Boringhieri) un libro che ripercorre la grande scoperta fatta da Edoardo Porro, medico ostetrico che esercitava a Pavia, il quale ha inventato il cesareo per come lo conosciamo oggi.

Mazzarello è Professore ordinario di Storia della Medicina all’Università di Pavia, Presidente del Sistema museale dell’Ateneo e Direttore del museo “Camillo Golgi”. Ha scritto – tra l’altro –  articoli per Il Corriere della Sera, La Stampa e Nature; il suo ultimo libro s’intitola “Quattro ore nelle tenebre” ed è edito da Bompiani. Ecco che cosa ha raccontato. Continua a leggere…

“Out of the Blue – Rinascere Mamma”: il mio libro

Out of the blue copertina

Succede che ogni tanto i sogni si avverino. Che delle volte la realtà superi i tuoi sogni, perché tutti prima o poi dicono “sai, ho scritto un romanzo, ma è rimasto nel cassetto”. Io quel romanzo non l’ho scritto, ma il cassetto l’ho aperto e ho cercato qualcuno che potesse accogliere le mie parole. Continua a leggere…

Depressione post partum: ostetriche, ginecologi, medici tutti, SVEGLIATEVI!

donna depressione

Leggo con molta tristezza che qualche giorno fa una donna di 31 anni – già madre di due bimbi – si è suicidata mentre era in attesa di due gemelli. L’articolo conteneva le frasi di rito “soffriva di depressione” e “nessun segnale sembrava far prevedere l’insano gesto”.

Allora. Io sono un po’ stufa di questa superficialità. Da parte di tutti: da parte di chi scrive – che evidentemente la maggior parte delle volte – non sa neanche di che cosa si stia parlando, ma soprattutto da parte di chi questa donna l’aveva in cura. Il mio è un j’accuse a tutti voi, medici, ginecologi, ostetriche che ogni giorno lavorate fianco a fianco con future mamme o che mamme lo sono già diventate. Ogni anno in Italia – secondo i dati a disposizione – si ammalano di depressione post partum tra l’8 e il 12% delle neo madri. Non lo 0,1%. E questo secondo le stime ufficiali. Pensiamo al sommerso, a quelle che non ci vanno a dire che stanno male. Continua a leggere…

Del perché bisogna ringraziare quello che si ha.

paola e francesco

 

Oggi è una giornata no. Pensieri, preoccupazioni economiche e di salute non mi fanno stare tranquilla. E quando non sto tranquilla si riaffaccia in me la paura di stare di nuovo male, perché – sebbene sia guarita – avere la depressione post partum in qualche modo ti cambia e ti segna per sempre. Sarebbe stupido negare di non esserci passata, quindi devo considerare sia il lato “bello” – la voglia di cambiamento, le nuove persone che ho conosciuto, i tanti progetti che sono riuscita a compiere – sia quello meno piacevole.

Spero che la ruota prima o poi girerà anche per me e per la mia famiglia: a volta è veramente difficile vedere il bicchiere mezzo pieno. Eppure – lasciando da parte il cane nero –  ringrazio per ciò che ho. Per loro, quelli nella foto, e per Vittoria, che si sveglia ogni mattina con un sorriso sdentato e a cui bastano i baci di mamma e papà per essere felice.

Ostetrica Ilaria: “Bisogna osservare la mamma dopo la nascita per cogliere segnali di sofferenza”

ilaria per fb

Continuano le interviste alle ostetriche! Dopo Letizia, ecco la sua collega Ilaria: è stato il primo volto che ho visto quando sono giunta in ospedale quando con un mese di anticipo mi si sono rotte le acque. Mentre facevo il monitoraggio mi ha chiesto se avevo contrazioni. Le ho risposto che non ne avevo per il momento e che non avevo fatto in tempo a fare gli esami per l’epidurale. “Ma qui a Voghera l’epidurale non c’è”. Ah, ecco: la sequela di parolacce che mi sono balenate nel cervello ve le risparmio.

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Depressione post partum: quali i fattori di rischio?

Come stai di umore oggi

Innanzitutto bisogna chiarire una cosa: non è detto che i fattori di rischio ci siano sempre. Può capitare che ad una donna possa insorgere la depressione post partum senza che prima abbia mostrato alcun fattore di rischio oppure viceversa: pur con la presenza di qualche fattore di rischio non è detto che si possa sviluppare la dpp.

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