Isabella Robbiani, esperta di haptonomia perinatale: “Manca un’educazione alla genitorialità”

isabella robbiani

Isabella Robbiani non avrebbe bisogno di presentazioni. Ha un curriculum che parla per lei e semplificando molto, posso dire che è una psicologa esperta in genitorialità e haptonomia perinatale. E’ da considerarsi una pioniera, visto che in Italia questo tipo di approccio è ancora poco conosciuto. Presidentessa del MIPPE, l’haptonomia perinatale prevede un accompagnamento che coinvolge sia la madre sia il padre già nei primissimi mesi del concepimento fino all’anno di vita, facilitando la creazione di un legame emotivo con il proprio figlio e mettendosi in condizione di sviluppare più consapevolmente il sentimento genitoriale. Ho letto un suo post molto vero, intitolato “Lavorare fino all’ottavo mese”? che in rete è stato molto condiviso e commentato: è una cosa positiva il fatto di essere impegnate fino all’ultimo? E’ vero che la gravidanza non è una malattia, ma per prepararsi al grande cambiamento che avverrà, forse è il caso di prendersi del tempo. Ecco quello che mi ha raccontato.

Continua a leggere…

Chiara Bertora “Erodaria”: “Ci sono tanti modi per essere madri e va bene così”

erodaria

Se di mestiere non facesse l’agronoma, potrebbe fare benissimo la scrittrice. Oggi infatti intervisto l’autrice di un blog che amo molto perché 1) è scritto benissimo (cosa da non sottovalutare) 2) l’ho scoperto per caso e un po’ come l’amore, il buon vino e un bel libro, ciò che si trova senza cercarlo è il meglio che possa capitare. Lei si chiama Chiara Bertora ed è mamma di tre figlie: Signorina A, Mademoiselle C (giovani seienni) e Miss T (appena duenne). La sua quarta creatura si chiama “Erodaria” e questa è la sua storia.  Continua a leggere…

Leolandia: ecco perché l’amore è anche un gioco bellissimo

paola leolandia 1

[post in collaborazione con Leolandia] Questa che vedete un po’ perplessa vicino al naso di suo papà è Paola. Abbiamo deciso di portarla a Leolandia perché era da tempo che ci chiedeva di incontrare Peppa Pig. Se nella foto la vedete stralunata è perché era la prima volta per lei e per noi come famiglia: abbiamo fatto la prima gita insieme (Vittoria l’abbiamo lasciata ai nonni). Qualcuno di voi si chiederà che cosa centri Leolandia con post-partum:  ebbene centra. In questi giorni sto ricevendo diverse richieste d’aiuto da tante mamme che si domandano: “riuscirò mai a divertirmi con mio figlio?” “sarò in grado di stare con lui senza annoiarmi?”. La risposta è: certo che ci riuscirete. L’amore è un anche un gioco bellissimo e in questi momenti in cui ho visto Paola felice ho capito il bellissimo percorso che abbiamo fatto e quanto una giornata trascorsa a Leolandia ci abbia permesso di arricchire la nostra storia.

Quando siamo andati c’era il Trenino Thomas Day, un intero giorno dedicato al mitico trenino. Tutto il parco è stato addobbato a festa  con giochi,iniziative, sorprese e decorazioni dedicate alla scintillante locomotiva blu più famosa di sempre. Anche noi abbiamo seguito la facciona di Thomas che ci ha portato direttamente da lui. ” Mamma per fargli muovere gli occhi dobbiamo fare CIUF CIUF!” continuava a ripetere Paola mentre aspettavamo il nostro turno per salire.

trenino thomas

Abbiamo fatto un giro per tutto il parco e abbiamo salutato tutti quelli che si fermavano al passeggio di Thomas. Per Paola è stato un momento speciale, perché era davvero molto emozionata. E noi con lei, perché tanti ricordi sono venuti alla mente, tante prove che abbiamo superato per arrivare fino ad oggi.

trenino thomas

Ed eccoci qui sul Trenino Thomas:

selfie trenino thomas

Come vi avevo detto a inizio post, mia figlia aveva un unico obiettivo in mente: andare da Peppa. Questa che vedete è la famosa casa della famiglia Pig: tutto è esattamente come nel cartone animato, anzi sembra proprio improvvisamente di esserci dentro, quasi in un’altra dimensione. Mentre eravamo in fila però, si stava svolgendo un altro evento unico (che in realtà avrei voluto tanto vedere visto che lei è l’idolo della mia infanzia): Cristina D’Avena al Palco Minitalia ha infatti presentato in esclusiva  la Thomas Dance, la canzone del Trenino Thomas! Avrei tanto voluto stringerle la mano e dirle che le sigle tv sono state nella mia personale top ten per anni, a fianco di Bruce Springsteen. Quando però la figlia chiama, la mamma e il papà devono rispondere, in questo caso con un bel grugnito:) Prima di arrivare alla casa Paola però ha fatto un bel giro sull’auto di Papà Pig e si è sentita proprio importante!

casa peppa leolandia

Entrare nella famosa casa è certamente la realizzazione di un desiderio, anche perché alla fine del percorso c’era proprio Peppa in persona che ci stava aspettando! Tutto è riprodotto nei minimi dettagli: l’ufficio col computer di Mamma Pig (ci avete mai pensato che pure lei è una homeworker?), il salotto, il bagno con la vasca da bagno e le paperelle e anche gli specchi magici (purtroppo non possono farci più belli, ma solo più simpatici).

Ed eccoci nella cucina della famiglia Pig, dove mamma Pig cucina le frittelle o gli spaghetti e papà Pig…li mangia! Paola è rimasta affascinata dal vedere che tutto è identico a come lo ha sempre visto lei. Si è persino accorta di Mr Zampe Fini, il ragnetto amico di Peppa, cosa di cui io ho ignorato l’esistenza fino a quando non me lo ha detto lei. Qui la vedete intenta a provare un po’ tutto, dalla lavatrice all’aprire il frigorifero, ad assaggiare il cibo di casa Pig.

cucina casa peppa

cucina casa peppa leolandia

Quando siamo usciti la mia bambina è stata davvero molto contenta e sapete perché? Perché Peppa Pig alla fine le ha dato il “cinque”. Peppa Pig, capite? Ed ecco che di colpo si è sentita una vip con tanto di palloncino al polso.

paola palloncino

Dopo la pausa pranzo in cui abbiamo mangiato dei buonissimi hamburger e patatine, abbiamo chiesto a Paola cosa volesse fare e lei ci ha risposto che voleva andare a vedere gli animali: Leolandia è dotata di una fattoria e anche di un acquario e di rettilario. Li abbiamo visti tutti, ma devo dire che è stata particolarmente colpita dalle caprette e dai maialini (ah, anche dai serpenti che cambiavano muta).

paola capretta leolandia

paola capretta 2

Avremmo voluto andare anche allo spettacolo di Masha e Orso, ma Paola data la giornata ricca di emozioni, era stanchissima. Non abbiamo fatto in tempo ad allacciarle il seggiolino che è crollata dal sonno in auto. Quando siamo tornati dai nonni a riprendere sua sorella, ha raccontato tutto quello che le è piaciuto di più e indovinate cosa è stato? Il “cinque” che le ha dato Peppa Pig.
E’ stato un giorno perfetto. Ci siamo goduti la nostra bambina e la cordialità di tutti quelli che lavorano in questo parco di divertimenti che è veramente family friendly. I bambini qui vengono accolti con tutti i riguardi, ci sono una cura e un’attenzione verso i più piccoli che lasciano piacevolmente colpiti. Non a caso Leolandia è il secondo parco divertimenti più amato in italia secondo Tripadvisor. 

Ci torneremo di sicuro anche con Vittoria, visto che ci sono tutte le attrezzature per cambiare e allattare anche i “nanetti”. Perché come diceva Nietzsche, “nell’uomo autentico si nasconde un bambino: che vuole giocare”. E questo noi adulti non dovremmo mai dimenticarcelo. 

Nuova rubrica: l’aiuto alle mamme

Lucy-van-pelt-1-

Siccome Post-Partum.it sta diventando una realtà sempre più concreta, anche grazie al vostro appoggio, ho deciso di inaugurare la rubrica “Chiedi all’esperto”.Come ho detto più volte mi scrivono tante mamme, ma sicuramente il consiglio di un terapeuta è più indicato. Lancio pertanto un appello: mamme, se avete bisogno di aiuto, avete bisogno di consigli, potete farlo (anche chiedendo di rimanere anonime) a valentina@post-partum.it. Vi risponderanno due brave psicologhe e psicoterapeute: Palmira Montrone e Melania Cuzzola.

Immagine PNG 150 x 200

Psicologa Psicoterapeuta, specializzata in Psicoterapia Cognitiva ad indirizzo Costruttivista ed Evolutivo ed abilitata all’esercizio dell’E.M.D.R. (Eye Movement Desensitization and Reprocessing), trattamento di comprovata efficacia per il Disturbo Post Traumatico da Stress, molti altri disturbi psichici e problemi legati ad esperienze traumatiche o emotivamente stressanti. Si è formata in Schema Therapy, sistema di psicoterapia integrata che si adatta a pazienti con disturbi psicologici cronici e radicati.

Ha frequentato diversi corsi di perfezionamento, recentemente in Psicologia Clinica Perinatale presso l’Università degli Studi di Brescia.

Ha lavorato inizialmente in ambito scolastico in qualità di Psicologa Scolastica; successivamente in ambito ospedaliero presso il Centro per la Diagnosi e il Trattamento dei Disturbi Depressivi dell’Ospedale Luigi Sacco di Milano e U.O. Psichiatria IRCCS Fondazione Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, sotto la direzione del Prof. A.C. Altamura. Ha maturato un’esperienza decennale nella diagnosi e cura della psicopatologia adulta, in particolare dei Disturbi d’Ansia, Disturbi dell’Umore, Disturbi di Personalità, Dipendenze senza Sostanze.

Attualmente svolge la libera professione nel proprio studio privato a Milano e collabora con il Centro Contro-Mossa di Opera offrendo ad adulti interventi psicoeducativi, supportivi, psicoterapeutici individuali e di gruppo.

Collabora con ginecologi, ostetriche e psichiatri in corsi di accompagnamento alla nascita, incontri post-partum e terapie di gruppo cognitivo-comportamentale della depressione post-partum.

foto melania cuzzola

Dott.sa Melania Cuzzola, psicologa e psicoterapeuta , laureata in psicologia presso l’Università Cattolica di Milano, specializzata in psicoterapia relazionale presso la scuola di psicoterapia Mara Selvini Palazzoli e nel trattamento psicoterapeutico del trauma.

Attualmente, oltre che nel contesto privato, lavora come psicoterapeuta in due consultori familiari privati accreditati di Milano.

Nell’ambito della psicologica perinatale , conduce dei gruppi di sostegno all’ allattamento e al post-parto insieme all’ostetrica e dei gruppi di condivisione di vissuti ed emozioni relativi alla maternità.

Effettua consulenze psicologiche per tutte le difficoltà emotive della mamma durante la gravidanza e nel post-partum, anche relative a parti difficili o traumatici, per difficoltà legate all’allattamento e/o all’accudimento del bambino e per difficoltà relazionali  nella coppia o con le famiglie di origine.

Foto credits: Palmira Montrone, Melania Cuzzola, dal web

 

Perché la rivoluzione deve cominciare dalle madri

we-can-do-it-rosie-the-riveter-wallpaper-2.630x360

Ho partecipato in Rete ad un dibattito su quanto sia difficile per una donna ammettere di stare male una volta divenuta madre. Proprio in questi giorni una ragazza di 22 anni si è impiccata dopo aver forse soffocato il proprio bambino di 5 mesi. Ovviamente la depressione post partum è stata subito tirata in ballo; sembra che la giovane fosse in vacanza assieme alla nonna del piccolo per potersi riprendere dalla malattia.Purtroppo, come sappiamo, dalla dpp non ci riprende spontaneamente, non basta cambiare aria per fare andare via i brutti pensieri. Posso scommettere che per Cecilia – questo era il suo nome – fossero davvero tanti, visto che era stata abbandonata anche dal padre di suo figlio. Forse avrà pensato che non poteva soffrire così, che non era giusto e che neanche il bambino avrebbe dovuto.

Nessuno si è accorto di nulla, prima. Mi domando perché nei corsi pre parto si parli di tutto tranne che di quello che potrà accadere dopo; forse perché le mamme stesse pensano di essere migliori di quelle poverette che invece non ce la fanno. Perché a volte a me le future madri fanno paura, così ignoranti nella loro sorda felicità. Non si tratta di spaventare, di dire che tutto andrà male e che i mesi successivi alla nascita saranno un rincorrersi di brutti momenti, ma semplicemente di dare un’informazione.  Se poi la si vuole seguire è una libera scelta, però intanto è entrata in circolo.

Deborah Papisca, una delle prime che in Italia ha parlato di dpp anche grazie al suo libro “Di materno avevo solo il latte” ha detto una cosa giusta: la rivoluzione deve cominciare dalle madri. Non possiamo pretendere che siano i sanitari a farlo per noi, perché spesso appunto nessuno si accorge di nulla. Non possiamo pretendere che siano i nostri famigliari a farlo per noi. Dobbiamo essere noi a cominciare appunto una rivoluzione culturale e sociale. 

Se la società di oggi è cambiata, perché non si può ammettere che sia cambiato anche il modo di essere madre? Paradossalmente oggi una donna in gravidanza e poi neo mamma ha a disposizione molte più risorse informative, eppure la mamma deve corrispondere ad un archetipo, che di per sé è un concetto vecchio di secoli. Perché se ci pensate bene, come gioca una bambina a “fare la mamma”? In maniera dolce, paziente, amorevole. E’ quasi come se l’archetipo fosse introiettato nel gene femminile fin dalla nascita. Ed è sbagliato. Ci sono centomila modi di esserlo, ma una cosa secondo me dovrebbe accomunarli tutti: la verità. 

Dovremmo essere noi le prime  a promuovere una maternità “taylor made”, su misura per ciascuna di noi, un po’ come il piano del parto. Da qualche tempo si può scegliere come partorire, chi avere vicino, in quale posizione si sta più comode per il travaglio. Ecco, ognuna può fare come vuole e come si sente, senza sentirsi giudicata.

Perché noi madri siamo abilissime in questo: magari a parole diciamo “figurati, fai come vuoi”, ma dentro di noi sappiamo che stiamo agendo meglio, che siamo più brave, che se a quella è venuta la depressione post partum è perché probabilmente c’aveva la famiglia disastrata. Basta solo concentrarsi sull’allattamento al seno. Che due balle. Lo sappiamo: fa bene. Ma se una non riesce ad allattare, o non vuole farlo, che cosa deve fare?

Siamo noi madri che dobbiamo cambiare il modo di vivere la maternità per tutte. Senza paure. Senza polvere sotto il tappeto. Sì alla terapia, ai gruppi di aiuti, ai corsi pre parto dove ti insegnano le emozioni, quelle vere, non quelle della famiglia dei biscotti. E diciamole queste cose, a voce alta. Basta abbassare gli occhi.

Voglio un lavoro per scappare dai miei figli

donna che lavora al computer

Ultimamente mi stanno contattando delle mamme in difficoltà: sono nel pieno della depressione post partum e provo ad aiutarle come posso e come credo, secondo quella che è la mia esperienza. Non potete immaginare quanto si sentano smarrite e confuse, ma quello che più mi colpisce è che spesso tutte, senza saperlo – visto che non si conoscono tra loro – mi dicono: “Vorrei un lavoro per scappare da mio figlio”. Continua a leggere…

La Casa di Fenarete di Pavia: “La depressione post partum sottovalutata anche dai medici”

casa di fenarete

La Casa di Fenarete
lunedì e il giovedì dalle 11 alle 13 allo Spazio Donna
Centro Interculturale la Mongolfiera in via Volta 31 a Pavia
392 196 8636
Facebook: La Casa di Fenarete

Oggi parliamo di una nuova realtà – ben vengano! – che si trova a Pavia. E’ nata dalla volontà di 8 ostetriche che hanno deciso di aiutare le mamme in gravidanza e nel puerperio anche con idee innovative, come i corsi pre parto in acqua. Ecco cosa mi hanno raccontato. E ovviamente se volete sapere dove si può chiedere aiuto, qui potete trovare tutte le informazioni.

Voi avete progetti relativi alla genitorialità e alle neo mamme, ce ne potete parlare nello specifico?

La Casa di Fenarete è un’associazione no profit di promozione sociale nata grazie all’iniziativa di otto ostetriche con la volontà di fornire una risposta professionale e adeguata alle necessità riscontrate sul territorio pavese per quanto riguarda i bisogni delle donne; in particolare nel momento del puerperio e della delicata esperienza dell’allattamento. Il nostro principale intento è quello di voler offrire un’assistenza professionale alle neomamme subito dopo la dimissione dall’ospedale o più avanti quando ne sentano la necessità. Spesso l’assistenza riguarda l’allattamento, ma non è la sola cosa per cui veniamo contattate: un bagnetto difficoltoso, un bimbo un po’ irrequieto, una cicatrice fastidiosa…

Per quanto riguarda l’assistenza a domicilio ci muoviamo su Pavia e zone limitrofe, ma non è detto che non riusciamo a spingerci un po’ più lontano, a seconda della disponibilità delle nostre ostetriche. Cerchiamo infatti, per quanto possibile, di garantire una continuità assistenziale. Alle donne offriamo figure professionali e preparate come riferimento per tutte le loro necessità.

Le principali attività sono svolte esclusivamente per le socie. La tessera ha durata annuale ed è valida per tutto il nucleo famigliare.

Un servizio gratuito, senza obbligo di tesseramento né prenotazione si trova invece il lunedì e il giovedì dalle 11 alle 13 allo Spazio Donna, presso il Centro Interculturale la Mongolfiera in via Volta 31 a Pavia. In questo spazio gentilmente offertoci dalla Cooperativa Progetto ConTatto, offriamo consulenze gratuite sia per allattamento e cura del neonato, sia per tutto ciò che riguarda la sfera femminile, dalla contraccezione, alla prevenzione dei tumori della sfera genitale femminile arrivando fino alla menopausa.

A breve dovrebbe iniziare una collaborazione con un comune della provincia di Pavia (non avendo ancora certezze non ce la sentiamo di diffondere il nome). Offriremo a tutta la cittadinanza un servizio di assistenza in allattamento e nel periodo del puerperio. Tale servizio sarà gratuito per le donne residenti e sarà usufruibile da tutte le nostre socie. L’attività sarà svolta in uno spazio comunale adiacente agli ambulatori già in uso da pediatri e medici di base per le visite ordinarie.

Un’altra importante collaborazione che è andata sviluppandosi in questi mesi è legata al progetto “Nati con la cultura”, ideato dalla Fondazione “Medicina a Misura di donna” di Torino e sottoscritto dal Comune di Pavia, dal Policlinico San Matteo e dal sistema museale della Città di Pavia. Tale iniziativa si propone di avvicinare sin dalla nascita tutti i neonati alle diverse forme d’arte presenti sul territorio cittadino, rilasciando alle famiglie, alla dimissione dei bambini dall’ospedale, un passaporto culturale con il quale fino ai 3 anni di vita del bambino potranno entrare gratuitamente nei musei civici e dell’università di Pavia.

La Casa di Fenarete partecipa al progetto proponendo dei corsi di accompagnamento alla nascita “artistici ed alternativi”, basati appunto sull’importanza della creazione del legame mamma-bambino attraverso percorsi dedicati al benessere di questa diade. I corsi, che inizieranno il prossimo 30 maggio, si svolgeranno in collaborazione con la piscina “Idea Blu” che metterà a disposizione di noi ostetriche spazi e professionisti qualificati per lo svolgimento di 3 lezioni per ogni corso direttamente in acqua.

Stiamo infine lavorando per proporre a chiunque fosse interessato un corso di massaggio infantile per bambini da 0 a 12 mesi. La prima lezione introduttiva gratuita si terrà domenica 15 maggio alle ore 10 presso gli spazi della A.P.S. “A passi Lievi” sita in via Tavazzani 35/D a Pavia e rientrerà negli eventi proposti dal BambInFestival 2016.

Come vengono a conoscenza della vostra presenza sul territorio? (lo dicono in ospedale, lo scoprono su internet, parlando con le amiche…)?

Ci facciamo sicuramente tanta pubblicità attraverso i social e internet, ma le ostetriche dell’ospedale sanno della nostra esistenza, a loro la scelta se consigliarci o meno. Anche il passaparola gioca un ruolo fondamentale, ma la maggiore visibilità la stiamo ottenendo grazie agli eventi che organizziamo all’interno di grandi manifestazioni rivolte a tutta la cittadinanza come il Festival dei Diritti lo scorso novembre o il BambInFestival che si terrà dal 13 al 28 maggio e al quale parteciperemo con 4 eventi dedicati a tutta la famiglia.

Secondo la vostra esperienza, le mamme vengono informate sufficientemente delle difficoltà della maternità, ad esempio nei corsi pre parto?

No, non c’è molta informazione sulle difficoltà della maternità in generale e sul fatto che ogni nascita, oltre a grandi soddisfazioni, porti spesso anche grandi cambiamenti e quindi a volte grandi problemi nei casi in cui a questi cambiamenti non si sappia come far fronte.

Il problema dei corsi pre-parto è in parte già insito nel nome stesso: tutto si riduce al “pre”. Una volta iniziato il “post”, alla dimissione dall’ospedale…non c’è nient’altro! In realtà è proprio questo il momento più a rischio per le neo-mamme che si trovano a dover gestire da sole, o insieme a zie, nonne, amiche, sorelle, mariti e cugini, un neonato per cui ognuno pensa sempre di avere la cura o il rimedio più giusto. Tutto questo circolo per nulla virtuoso innesca dei meccanismi di forte senso di inadeguatezza nelle mamme, soprattutto in quelle che per carattere o per stanchezza non sono in grado di far valere le proprie idee rispetto a quelle suggerite dal contesto familiare di riferimento.

Sono queste le sfide più grandi da affrontare: per noi sanitari offrire dei servizi che garantiscano realmente la continuità assistenziale in due dei momenti di maggior fragilità della vita di una donna quali appunto il periodo dell’allattamento e del puerperio; per tutte le mamme, invece, la capacità di fidarsi del loro istinto nella scelta delle pratiche di cura più adatte per il loro bambino. Chi meglio di loro, infatti, che lo hanno portato in grembo nove mesi può valutare cosa lo faccia stare meglio?

Avete avuto casi di depressione post partum? Come li avete affrontati?

Una delle caratteristiche della depressione post partum è il fatto che spesso sia sotto-diagnosticata o addirittura che i suoi sintomi siano minimizzati dagli stessi operatori sanitari con frasi generiche tipo “ma no è solo una mamma un po’ stanca” o peggio ancora “ma figuriamoci se davvero è così triste come sembra! Ha appena avuto un bambino, cosa può desiderare di più bello?”

Il problema delle donne che in realtà entrano davvero in depressione una volta portata a termine la gravidanza è sempre la solitudine. Intesa non tanto come mancanza di persone intorno a sé, quanto come sentimento di abbandono rispetto al proprio vissuto interiore, alle proprie sensazioni di inadeguatezza nella cura del bambino, della famiglia o di molte altre variabili che noi nemmeno ci aspetteremmo di prendere in considerazione.

Al momento, forse anche perché siamo attive sul territorio solo da qualche mese, o proprio perché i casi a rischio di depressione spesso non vengono segnalati in primis dall’ospedale che dimette le donne, non abbiamo ancora avuto nessun episodio conclamato di questa patologia.

Tuttavia spesso ci siamo sentite ripetere dalle nostre assistite di essere state “essenziali” anche solo per aver dato quel consiglio, aver permesso quell’incontro, aver fatto un salto a casa…insomma tutte piccole azioni che magari possono sembrare banali viste dall’esterno, ma che per queste mamme hanno fatto la differenza in una giornata piena d’incertezza e abbandono che è cambiata in positivo grazie alla presenza di una figura di riferimento competente rispetto alle varie esigenze della donna, ma soprattutto capace di stare al suo fianco.

Cosa spaventa di più le mamme dopo essere diventate genitori?

Pensiamo che la paura più diffusa sia quella di non essere all’altezza della situazione, di non farcela a modificare in così poco tempo la visione di sé prima e dopo la gravidanza. Non è inoltre da dimenticare che nel passaggio da due a tre (o più!) anche tante dinamiche familiari mutano: il rapporto con il partner, messo momentaneamente “in secondo piano” rispetto al neonato, dà origine spesso ad incomprensioni nella coppia che, se non affrontate per tempo, possono portare a situazioni di rottura permanente.

Tutti questi problemi esistono, ma è essenziale parlarne, senza sentirsi sbagliati e soprattutto…senza sentirsi soli a risolverli! La nostra idea di assistenza include la possibilità di essere un valido supporto per tutto il nucleo famigliare, proprio perché il cammino verso la genitorialità è una strada nuova da percorrere per tutte le mamme e i papà alle prime armi non solo con la difficoltà, ma soprattutto con la gioia dell’aver dato vita al frutto del loro amore.

Secondo la vostra esperienza, il modo in cui viene raccontata la maternità dai media (ad esempio la negazione dei segni della gravidanza a poco tempo dal parto da parte di alcune donne dello spettacolo) contribuisce a far sentire le donne “normali” più fragili?

I media hanno dei poteri di distorcere le informazioni che a volte sconvolgono, così come paradossalmente sono in grado, con le stesse energie, di informare massicciamente su tematiche altrimenti dimenticate dai più. Il problema sta sempre nella capacità dei singoli di rielaborare gli input raccolti. Non è da escludere che, per costituzione una donna in gravidanza possa prendere la maggior parte dei chili negli ultimi mesi piuttosto che sin dalle prime settimane di gravidanza (cosa che anche le principali linee guida internazionali raccomandano). Tuttavia non è corretto pensare che “la normalità” anche in puerperio sia quella di dover tornare in forma entro due settimane dal parto! Ogni mamma ha i suoi tempi e le sue esigenze, prima fra tutte quella di prendersi cura di un cucciolo appena nato che dipende in tutto e per tutto da lei sola. Forse per ginnastica, diete e relative foto di corpi in forma smagliante da mostrare dopo qualche giorno dalla nascita dei bebè un po’ di tempo ancora si può aspettare.

Tramite i vostri corsi le mamme riescono a “fare rete”, cioè ad aprirsi sul terreno del confronto quando hanno delle difficoltà oppure esiste ancora un atteggiamento omertoso su certi aspetti, come ad esempio non amare da subito il proprio bambino? 

Noi crediamo fermamente che la capacità di “fare rete” attraverso il confronto tra donne-mamme e professioniste della salute femminile come noi ostetriche sia la chiave per permettere una crescita consapevole e serena di tutto il nucleo famigliare. Tuttavia ci rendiamo conto di come spesso, prima dell’incontro vero e proprio con altre persone con i medesimi bisogni, le mamme di oggi cerchino prima di tutto delle risposte on-line.

Questa esigenza, se da un lato è una risorsa preziosissima per chiunque ne abbia bisogno per il suo essere a “portata di click” e per la possibilità che comunque dà di conoscere altre storie simili o diverse dalla propria, dall’altro lato pecca un po’ per l’aspetto relazionale che si configura sempre più attraverso uno schermo invece che in uno spazio dedicato (come quello che vorrebbe essere il nostro “Spazio Donna” ) o anche solo in un luogo aperto mentre si esce con i bambini a prendere un caffè.

Anche il setting quindi crediamo faccia la sua parte: è forse più semplice parlare di tematiche intime e complesse come quello di non “amare subito il proprio bambino” in un gruppo consolidato o con una professionista di riferimento che non soltanto on-line. Noi incitiamo le mamme, nel limite delle loro possibilità ovviamente, ad uscire, a cercare il confronto, a volte anche lo scontro, se costruttivo, con altre donne che stanno vivendo la loro stessa esperienza. Questo è per noi il miglior modo di fare prevenzione: favorire la creazione di legami che facciano riscoprire ad ogni mamma le infinite potenzialità di cura che già possiede dentro di sé e che, attraverso la relazione di gruppo, si concretizzano immediatamente.

Le vostre prossime iniziative?

15 Maggio – Scopriamo il massaggio infantile: lezione introduttiva gratuita all’interno del BambInFestival 2016. Dalle h 10:30 alle h 12:30 presso L’Asilo Nido A Passi Lievi in via Tavazzani 35/D, Pavia.

19 Maggio – I bambini e il sonno: culle, marsupi, fasce, lettini, lettoni e seggiolini. Consigli pratici per mamme, papà amici e parenti. Alle h 21:00 presso Asilo Nido I Piedini, viale Golgi 84, Pavia. Evento all’interno del BambInFestival 2016

Sessualità ad ogni età: ciclo di incontri riguardanti la sfera sessuale femminile, dalle mestruazioni, alla contraccezione, al perineo, alla prevenzione, alla sessualità. Prossimi incontri:

21/05: Sesso amore e … adolescenza! Consigli pratici per parlarne in serenità in famiglia e capire meglio le “nuove generazioni” (evento all’interno del BambInFestival 2016)

04/06: Menopausa, meno stress. Cosa è necessario sapere per vivere al meglio e in salute la fase degli “anta”

26 Maggio – Ora siamo in 3 (o più )…e adesso??!! Istruzioni d’uso per coppie “scoppiate”. Alle h 21:00 presso Asilo Nido I Piedini, viale Golgi 84, Pavia. Evento all’interno del BambInFestival 2016

Vi aspettiamo!

“Out of the Blue – Rinascere Mamma”: il mio libro

Out of the blue copertina

Succede che ogni tanto i sogni si avverino. Che delle volte la realtà superi i tuoi sogni, perché tutti prima o poi dicono “sai, ho scritto un romanzo, ma è rimasto nel cassetto”. Io quel romanzo non l’ho scritto, ma il cassetto l’ho aperto e ho cercato qualcuno che potesse accogliere le mie parole. Continua a leggere…