“Il cesareo? L’esperienza più bella della mia vita”: Lucia, che ha fotografato il suo parto




Ho letto la storia di Lucia su Vanity Fair: da giornalista e appassionata di fotografia, ha scelto di raccontare il proprio parto con un punto di vista privilegiato, ovvero quello di fotografare i suoi figli non appena sono venuti alla luce. Finalmente anche la nascita con il cesareo ha avuto una sua dignità, visto che spesso le immagini poetiche vengono associate al parto naturale. Mi ha molto incuriosito e ho provato a contattarla, anche in vista del libro sul parto cesareo che sto scrivendo. A voi quello che mi ha raccontato.  Continua a leggere…

4 MAMME, Mamma Lucia: “Io pigra solo perché mio marito si occupa della famiglia?”

Come vi dicevo su Facebook, mi sono particolarmente indignata per il “caso” di Lucia, la mamma di Rimini che nel programma “4 mamme” è stata definita pigra perché suo marito passava l’aspirapolvere e giocava con i figli. “E’ una madre che deve fare queste cose, visto che sta a casa tutto il giorno” hanno sentenziato le altre partecipanti (peccato che Lucia lavori e che fosse in maternità in quel momento).

Il caso ha voluto che Elisa, una delle madri che ho intervistato per post-partum, la conoscesse molto bene e ovviamente non ho perso l’occasione per intervistarla. Ecco quello che mi ha raccontato.

(Per la cronaca: nell’ultima puntata del programma sono intervenuti anche due papà. Non dovrebbero esserci più distinzioni tra ruoli maschili e femminili, si è genitori e basta) . Continua a leggere…

“I bambini vedono il mondo senza sovrastrutture”: le maestre d’asilo si raccontano





Quando quasi un anno fa scrivevo quanto fosse difficile per me lasciare andare Paola che si apprestava a iniziare l’asilo, oggi vi voglio raccontare l’intervista alle maestre che hanno accompagnato la mia bambina in questo primo anno. Donatella, Rita e Rita – e con loro Tiziana, che c’è stata quest’anno e poi si vedrà – sono insegnanti di lungo corso. Nella nostra scuola dell’infanzia si respira aria di famiglia ed è per questo che l’abbiamo scelta. E’ in questi anni che i bimbi imparano a stare con maggiore indipendenza nella società e io sono molta soddisfatta di come Paola sia cresciuta. Ogni passo che fa, ogni conquista in più è motivo di grande orgoglio perché per me lei è tutto ciò che non si può spiegare, un amore assoluto che mi avvolge e mi riscalda. Per questo so che è in buone mani.  Continua a leggere…

Susanna Bocconi, volontaria Progetto Itaca: “Depressione post partum più diffusa di quel che si pensa”

Dopo che io e mio marito Francesco siamo stati ospiti a The Real su Tv8 per parlare della nostra storia di rinascita con la depressione post partum, sono stata contattata da Susanna Bocconi, una delle volontarie che fanno parte di Progetto Itaca e che aiutano anche le mamme con la dpp. La simpatia immediata che ne è scattata mi ha fatto venire voglia di intervistarla, anche perché ha una storia molto bella da raccontare. Eccola per voi. Continua a leggere…

Il libro più vero sulla maternità esiste e io l’ho letto

 

“Dopo il parto si ha, a volte, l’aspettativa, di un rientro immediato nella dimensione precedente, quasi che i cambiamenti, siano essi corporei o relazionali e di ruolo, procedessero per salti, in compartimenti stagni e separati tra loro. Il post parto, che si presenta come fase di transito tra il mondo del pre e quello del dopo bambino, viene vissuto come terra di nessuno, che si attraversa a volte senza quella curiosità e interesse che meriterebbe (…)”

 

 

Visto che ormai sono 3 anni che mi occupo di depressione post partum – sia in termini personali sia in termini professionali – ho letto diversi libri sull’argomento maternità (uno dei fondamentali rimane quello di Marilde Trinchero) . Devo dire che ho letto informazioni straordinarie, che mi hanno permesso di avere un quadro più ampio per aiutare le donne che mi scrivono. Continua a leggere…

Festa della Mamma a Leolandia, perché il gioco fa parte del mio essere madre




[in collaborazione con Leolandia]

“Non si smette di giocare perché s’invecchia, ma s’invecchia perché si smette di giocare”. Così diceva George Bernard Show e siccome io i capelli grigi – anzi silver così sono più alla moda – già li ho, spero di non invecchiare male, continuando a divertirmi. Il gioco è una componente importante del mio modo di essere mamma, perché penso che sia fondamentale continuare a rendere la vita più colorata e più divertente anche quando si cresce e purtroppo si perde un po’ di magia. Per questo quando Leolandia mi ha invitato alla Festa della Mamma per un Blogtour ho accettato molto volentieri. Continua a leggere…

La Casa di Fenarete di Pavia: “La depressione post partum sottovalutata anche dai medici”

casa di fenarete

La Casa di Fenarete
lunedì e il giovedì dalle 11 alle 13 allo Spazio Donna
Centro Interculturale la Mongolfiera in via Volta 31 a Pavia
392 196 8636
Facebook: La Casa di Fenarete

Oggi parliamo di una nuova realtà – ben vengano! – che si trova a Pavia. E’ nata dalla volontà di 8 ostetriche che hanno deciso di aiutare le mamme in gravidanza e nel puerperio anche con idee innovative, come i corsi pre parto in acqua. Ecco cosa mi hanno raccontato. E ovviamente se volete sapere dove si può chiedere aiuto, qui potete trovare tutte le informazioni.

Voi avete progetti relativi alla genitorialità e alle neo mamme, ce ne potete parlare nello specifico?

La Casa di Fenarete è un’associazione no profit di promozione sociale nata grazie all’iniziativa di otto ostetriche con la volontà di fornire una risposta professionale e adeguata alle necessità riscontrate sul territorio pavese per quanto riguarda i bisogni delle donne; in particolare nel momento del puerperio e della delicata esperienza dell’allattamento. Il nostro principale intento è quello di voler offrire un’assistenza professionale alle neomamme subito dopo la dimissione dall’ospedale o più avanti quando ne sentano la necessità. Spesso l’assistenza riguarda l’allattamento, ma non è la sola cosa per cui veniamo contattate: un bagnetto difficoltoso, un bimbo un po’ irrequieto, una cicatrice fastidiosa…

Per quanto riguarda l’assistenza a domicilio ci muoviamo su Pavia e zone limitrofe, ma non è detto che non riusciamo a spingerci un po’ più lontano, a seconda della disponibilità delle nostre ostetriche. Cerchiamo infatti, per quanto possibile, di garantire una continuità assistenziale. Alle donne offriamo figure professionali e preparate come riferimento per tutte le loro necessità.

Le principali attività sono svolte esclusivamente per le socie. La tessera ha durata annuale ed è valida per tutto il nucleo famigliare.

Un servizio gratuito, senza obbligo di tesseramento né prenotazione si trova invece il lunedì e il giovedì dalle 11 alle 13 allo Spazio Donna, presso il Centro Interculturale la Mongolfiera in via Volta 31 a Pavia. In questo spazio gentilmente offertoci dalla Cooperativa Progetto ConTatto, offriamo consulenze gratuite sia per allattamento e cura del neonato, sia per tutto ciò che riguarda la sfera femminile, dalla contraccezione, alla prevenzione dei tumori della sfera genitale femminile arrivando fino alla menopausa.

A breve dovrebbe iniziare una collaborazione con un comune della provincia di Pavia (non avendo ancora certezze non ce la sentiamo di diffondere il nome). Offriremo a tutta la cittadinanza un servizio di assistenza in allattamento e nel periodo del puerperio. Tale servizio sarà gratuito per le donne residenti e sarà usufruibile da tutte le nostre socie. L’attività sarà svolta in uno spazio comunale adiacente agli ambulatori già in uso da pediatri e medici di base per le visite ordinarie.

Un’altra importante collaborazione che è andata sviluppandosi in questi mesi è legata al progetto “Nati con la cultura”, ideato dalla Fondazione “Medicina a Misura di donna” di Torino e sottoscritto dal Comune di Pavia, dal Policlinico San Matteo e dal sistema museale della Città di Pavia. Tale iniziativa si propone di avvicinare sin dalla nascita tutti i neonati alle diverse forme d’arte presenti sul territorio cittadino, rilasciando alle famiglie, alla dimissione dei bambini dall’ospedale, un passaporto culturale con il quale fino ai 3 anni di vita del bambino potranno entrare gratuitamente nei musei civici e dell’università di Pavia.

La Casa di Fenarete partecipa al progetto proponendo dei corsi di accompagnamento alla nascita “artistici ed alternativi”, basati appunto sull’importanza della creazione del legame mamma-bambino attraverso percorsi dedicati al benessere di questa diade. I corsi, che inizieranno il prossimo 30 maggio, si svolgeranno in collaborazione con la piscina “Idea Blu” che metterà a disposizione di noi ostetriche spazi e professionisti qualificati per lo svolgimento di 3 lezioni per ogni corso direttamente in acqua.

Stiamo infine lavorando per proporre a chiunque fosse interessato un corso di massaggio infantile per bambini da 0 a 12 mesi. La prima lezione introduttiva gratuita si terrà domenica 15 maggio alle ore 10 presso gli spazi della A.P.S. “A passi Lievi” sita in via Tavazzani 35/D a Pavia e rientrerà negli eventi proposti dal BambInFestival 2016.

Come vengono a conoscenza della vostra presenza sul territorio? (lo dicono in ospedale, lo scoprono su internet, parlando con le amiche…)?

Ci facciamo sicuramente tanta pubblicità attraverso i social e internet, ma le ostetriche dell’ospedale sanno della nostra esistenza, a loro la scelta se consigliarci o meno. Anche il passaparola gioca un ruolo fondamentale, ma la maggiore visibilità la stiamo ottenendo grazie agli eventi che organizziamo all’interno di grandi manifestazioni rivolte a tutta la cittadinanza come il Festival dei Diritti lo scorso novembre o il BambInFestival che si terrà dal 13 al 28 maggio e al quale parteciperemo con 4 eventi dedicati a tutta la famiglia.

Secondo la vostra esperienza, le mamme vengono informate sufficientemente delle difficoltà della maternità, ad esempio nei corsi pre parto?

No, non c’è molta informazione sulle difficoltà della maternità in generale e sul fatto che ogni nascita, oltre a grandi soddisfazioni, porti spesso anche grandi cambiamenti e quindi a volte grandi problemi nei casi in cui a questi cambiamenti non si sappia come far fronte.

Il problema dei corsi pre-parto è in parte già insito nel nome stesso: tutto si riduce al “pre”. Una volta iniziato il “post”, alla dimissione dall’ospedale…non c’è nient’altro! In realtà è proprio questo il momento più a rischio per le neo-mamme che si trovano a dover gestire da sole, o insieme a zie, nonne, amiche, sorelle, mariti e cugini, un neonato per cui ognuno pensa sempre di avere la cura o il rimedio più giusto. Tutto questo circolo per nulla virtuoso innesca dei meccanismi di forte senso di inadeguatezza nelle mamme, soprattutto in quelle che per carattere o per stanchezza non sono in grado di far valere le proprie idee rispetto a quelle suggerite dal contesto familiare di riferimento.

Sono queste le sfide più grandi da affrontare: per noi sanitari offrire dei servizi che garantiscano realmente la continuità assistenziale in due dei momenti di maggior fragilità della vita di una donna quali appunto il periodo dell’allattamento e del puerperio; per tutte le mamme, invece, la capacità di fidarsi del loro istinto nella scelta delle pratiche di cura più adatte per il loro bambino. Chi meglio di loro, infatti, che lo hanno portato in grembo nove mesi può valutare cosa lo faccia stare meglio?

Avete avuto casi di depressione post partum? Come li avete affrontati?

Una delle caratteristiche della depressione post partum è il fatto che spesso sia sotto-diagnosticata o addirittura che i suoi sintomi siano minimizzati dagli stessi operatori sanitari con frasi generiche tipo “ma no è solo una mamma un po’ stanca” o peggio ancora “ma figuriamoci se davvero è così triste come sembra! Ha appena avuto un bambino, cosa può desiderare di più bello?”

Il problema delle donne che in realtà entrano davvero in depressione una volta portata a termine la gravidanza è sempre la solitudine. Intesa non tanto come mancanza di persone intorno a sé, quanto come sentimento di abbandono rispetto al proprio vissuto interiore, alle proprie sensazioni di inadeguatezza nella cura del bambino, della famiglia o di molte altre variabili che noi nemmeno ci aspetteremmo di prendere in considerazione.

Al momento, forse anche perché siamo attive sul territorio solo da qualche mese, o proprio perché i casi a rischio di depressione spesso non vengono segnalati in primis dall’ospedale che dimette le donne, non abbiamo ancora avuto nessun episodio conclamato di questa patologia.

Tuttavia spesso ci siamo sentite ripetere dalle nostre assistite di essere state “essenziali” anche solo per aver dato quel consiglio, aver permesso quell’incontro, aver fatto un salto a casa…insomma tutte piccole azioni che magari possono sembrare banali viste dall’esterno, ma che per queste mamme hanno fatto la differenza in una giornata piena d’incertezza e abbandono che è cambiata in positivo grazie alla presenza di una figura di riferimento competente rispetto alle varie esigenze della donna, ma soprattutto capace di stare al suo fianco.

Cosa spaventa di più le mamme dopo essere diventate genitori?

Pensiamo che la paura più diffusa sia quella di non essere all’altezza della situazione, di non farcela a modificare in così poco tempo la visione di sé prima e dopo la gravidanza. Non è inoltre da dimenticare che nel passaggio da due a tre (o più!) anche tante dinamiche familiari mutano: il rapporto con il partner, messo momentaneamente “in secondo piano” rispetto al neonato, dà origine spesso ad incomprensioni nella coppia che, se non affrontate per tempo, possono portare a situazioni di rottura permanente.

Tutti questi problemi esistono, ma è essenziale parlarne, senza sentirsi sbagliati e soprattutto…senza sentirsi soli a risolverli! La nostra idea di assistenza include la possibilità di essere un valido supporto per tutto il nucleo famigliare, proprio perché il cammino verso la genitorialità è una strada nuova da percorrere per tutte le mamme e i papà alle prime armi non solo con la difficoltà, ma soprattutto con la gioia dell’aver dato vita al frutto del loro amore.

Secondo la vostra esperienza, il modo in cui viene raccontata la maternità dai media (ad esempio la negazione dei segni della gravidanza a poco tempo dal parto da parte di alcune donne dello spettacolo) contribuisce a far sentire le donne “normali” più fragili?

I media hanno dei poteri di distorcere le informazioni che a volte sconvolgono, così come paradossalmente sono in grado, con le stesse energie, di informare massicciamente su tematiche altrimenti dimenticate dai più. Il problema sta sempre nella capacità dei singoli di rielaborare gli input raccolti. Non è da escludere che, per costituzione una donna in gravidanza possa prendere la maggior parte dei chili negli ultimi mesi piuttosto che sin dalle prime settimane di gravidanza (cosa che anche le principali linee guida internazionali raccomandano). Tuttavia non è corretto pensare che “la normalità” anche in puerperio sia quella di dover tornare in forma entro due settimane dal parto! Ogni mamma ha i suoi tempi e le sue esigenze, prima fra tutte quella di prendersi cura di un cucciolo appena nato che dipende in tutto e per tutto da lei sola. Forse per ginnastica, diete e relative foto di corpi in forma smagliante da mostrare dopo qualche giorno dalla nascita dei bebè un po’ di tempo ancora si può aspettare.

Tramite i vostri corsi le mamme riescono a “fare rete”, cioè ad aprirsi sul terreno del confronto quando hanno delle difficoltà oppure esiste ancora un atteggiamento omertoso su certi aspetti, come ad esempio non amare da subito il proprio bambino? 

Noi crediamo fermamente che la capacità di “fare rete” attraverso il confronto tra donne-mamme e professioniste della salute femminile come noi ostetriche sia la chiave per permettere una crescita consapevole e serena di tutto il nucleo famigliare. Tuttavia ci rendiamo conto di come spesso, prima dell’incontro vero e proprio con altre persone con i medesimi bisogni, le mamme di oggi cerchino prima di tutto delle risposte on-line.

Questa esigenza, se da un lato è una risorsa preziosissima per chiunque ne abbia bisogno per il suo essere a “portata di click” e per la possibilità che comunque dà di conoscere altre storie simili o diverse dalla propria, dall’altro lato pecca un po’ per l’aspetto relazionale che si configura sempre più attraverso uno schermo invece che in uno spazio dedicato (come quello che vorrebbe essere il nostro “Spazio Donna” ) o anche solo in un luogo aperto mentre si esce con i bambini a prendere un caffè.

Anche il setting quindi crediamo faccia la sua parte: è forse più semplice parlare di tematiche intime e complesse come quello di non “amare subito il proprio bambino” in un gruppo consolidato o con una professionista di riferimento che non soltanto on-line. Noi incitiamo le mamme, nel limite delle loro possibilità ovviamente, ad uscire, a cercare il confronto, a volte anche lo scontro, se costruttivo, con altre donne che stanno vivendo la loro stessa esperienza. Questo è per noi il miglior modo di fare prevenzione: favorire la creazione di legami che facciano riscoprire ad ogni mamma le infinite potenzialità di cura che già possiede dentro di sé e che, attraverso la relazione di gruppo, si concretizzano immediatamente.

Le vostre prossime iniziative?

15 Maggio – Scopriamo il massaggio infantile: lezione introduttiva gratuita all’interno del BambInFestival 2016. Dalle h 10:30 alle h 12:30 presso L’Asilo Nido A Passi Lievi in via Tavazzani 35/D, Pavia.

19 Maggio – I bambini e il sonno: culle, marsupi, fasce, lettini, lettoni e seggiolini. Consigli pratici per mamme, papà amici e parenti. Alle h 21:00 presso Asilo Nido I Piedini, viale Golgi 84, Pavia. Evento all’interno del BambInFestival 2016

Sessualità ad ogni età: ciclo di incontri riguardanti la sfera sessuale femminile, dalle mestruazioni, alla contraccezione, al perineo, alla prevenzione, alla sessualità. Prossimi incontri:

21/05: Sesso amore e … adolescenza! Consigli pratici per parlarne in serenità in famiglia e capire meglio le “nuove generazioni” (evento all’interno del BambInFestival 2016)

04/06: Menopausa, meno stress. Cosa è necessario sapere per vivere al meglio e in salute la fase degli “anta”

26 Maggio – Ora siamo in 3 (o più )…e adesso??!! Istruzioni d’uso per coppie “scoppiate”. Alle h 21:00 presso Asilo Nido I Piedini, viale Golgi 84, Pavia. Evento all’interno del BambInFestival 2016

Vi aspettiamo!

“Out of the Blue – Rinascere Mamma”: il mio libro

Out of the blue copertina

Succede che ogni tanto i sogni si avverino. Che delle volte la realtà superi i tuoi sogni, perché tutti prima o poi dicono “sai, ho scritto un romanzo, ma è rimasto nel cassetto”. Io quel romanzo non l’ho scritto, ma il cassetto l’ho aperto e ho cercato qualcuno che potesse accogliere le mie parole. Continua a leggere…

“Ritratti di pancia”: quando la ferita del cesareo diventa un’opera d’arte

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Ho intervistato Gisella Congia in occasione del suo lavoro intitolato Chiaroscuri nella maternità, un progetto fotografico nato nel 2011  in cui  ha fotografato 25 donne nella loro quotidianità di mamme, cercando di indagare senza filtri la vera essenza della maternità, che come sappiamo spesso è un’immagine anni luce lontano dalla realtà.

Ora Gisella è ripartita con un nuovo lavoro, prodotto dall’associazione L’Eptacordio e con la collaborazione de www.oasidellemamme.it: Ritratti di Pancia – Storie di Cesarei e di Ferite Emotive, che appunto mira a parlare della cicatrice lasciata dal parto. Io stessa ne ho avuti due e devo dire che la mia ferita l’ho vissuta in maniera diversa (in che modo lo vedrete alla fine di questo post). Ci sono donne però che si sentono sconfitte dal non aver partorito naturalmente, che non si capacitano di non esserci riuscite e che si sentono in colpa. Questo progetto – definito giustamente da Gisella “sociale” – squarcia il velo dell’omertà che spesso si cela dietro la parola “cesareo”. Lascio a lei la presentazione di Ritratti di Pancia. E grazie Gisella, perché le tue foto aiuteranno tante di noi.

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