Maternità all’estero: Maria e la sua bambina che nascerà in Colombia

maria

‘Farò di tutto per avere un post parto il più sereno possibile’. 

“Ormai sono quasi alla fine. La data prevista del parto è il 16 luglio, spero di arrivarci sana e salva…anche perché mio marito partirà il 20 giugno per il Brasile e la bimba dovrà mettercela tutta ed aspettare il ritorno del suo babbo per venire al mondo…”.

Mi sono chiesta come venga considerata la maternità in altri Paesi del mondo. Io penso che in Italia siamo ancora molto indietro: si sa che le famiglie sono pochissimo incentivate e che spesso anche sul posto di lavoro diventare madri è un’ostacolo. La stessa depressione post partum potrebbe essere affrontata meglio se ci fosse una rete di aiuti sia prima sia dopo il parto. A volte – non so cosa ne pensiate – mi sembra che da noi  la maternità venga vista come una “rottura di scatole”, almeno dal punto di vista psicologico. Se infatti gli interventi prenatali sono presenti in gravidanza – qualcuno dice anche fin troppo – una volta che il bimbo è nato sono fatti tuoi: la salute della madre ad esempio passa in secondo piano e invece secondo me dovrebbe andare di pari passo con la crescita del bimbo. Non è un caso che solo in Lombardia 1 donna su 3 soffra di depressione post partum.

Ho deciso pertanto di chiedere a chi di voi lo vorrà di raccontarmi  la sua storia di mamma che ha vissuto o sta vivendo una gravidanza in un Paese straniero (la mail è valentina@post-partum.it), per capire se anche nel piccolo si può cominciare a cambiare il modo di considerare la maternità anche qui in Italia.

Questa è la storia di Maria. E’ una giovane donna di 32 anni, è sposata e da 34 settimane lei e suo marito stanno aspettando una bambina che nascerà a luglio in Colombia, precisamente a Bogotá. Il nome non è ancora stato deciso – anche se qualche preferenza c’è già – e Maria sta vivendo queste ultime settimane di gravidanza con molta serenità.  Si è tra  trasferita in Sudamerica per amore 6 anni fa: mentre lavorava per una casa di produzione televisiva a Milano si è innamorata di un collega italiano che stava progettando un cambio radicale di vita e “con un po’ di follia” ha deciso di seguirlo in questa avventura. Con il marito gestisce centri d’estetica per donne, che stanno esportando anche in altri paesi dell’ America latina e in Florida. “Stiamo due piccoli imprenditori che piano piano vanno avanti stringendo i denti e aiutandosi l’un l’altro…anche perché qua siamo l’uno la famiglia dell’altro e basta”.

Quando avete deciso di avere un bambino avete pensato a come sarebbe stato vivere la gravidanza in un Paese straniero?

Sinceramente non molto. Abbiamo alcuni amici che hanno avuto dei bambini qua in Colombia, ma non abbiamo mai chiesto loro molte cose riguardo alla gravidanza…Ci siamo soffermati molto di più sul pensare a come sarebbe stato CRESCERE un figlio in un paese straniero…

Come viene “affrontata” la maternità in Colombia? Si fanno ad esempio controlli ed ecografie ogni mese oppure c’è la tendenza a far vivere il momento in maniera più naturale?

Innanzitutto bisogna fare una distinzione, purtroppo, tra future mamme che godono di assicurazione sanitaria completa e le altre che si affidano a quella che in Italia sarebbe la “mutua”.

Nel primo caso, che fortunatamente è anche il mio, il servizio e’ veramente incredibile. Fin da subito si viene guidate passo a passo e il ginecologo cerca di prendersi cura di ogni aspetto della gravidanza, anche quelli collaterali..ed ecco che ti manda a fare un controllo con la nutrizionista, con il dentista…esami, corsi, ecografie…Tutto completamente gratis..ovvero, coperto dall’assicurazione. Forse sono un po’ troppo ansiosi, forse esagerano con controlli ed esami, però a volte un po’ di rassicurazione fa bene e non ci si sente mai abbandonate e costrette a consultare libri, manuali o peggio ancora internet per trovare tutte le risposte ai nostri dubbi.

Nel secondo caso, ovvero per le donne che non possono permettersi un’assicurazione sanitaria completa, le attese sono piu’ lunghe e il servizio non sempre è al top.

In entrambi i casi, la gravidanza viene affrontata, ahime’, come se fosse quasi una malattia. Si ha la tendenza a stare troppo dietro a qualsiasi doloretto, a qualsiasi segnale d’allarme, per piccolo che sia, e subito ti danno un giorno di malattia dal lavoro…e poi, i mariti…ti seguono dappertutto..ad ogni controllo, esame, visita, corso…io son quasi sempre andata da sola (tranne alle ecografie, dove mio marito aveva tutto il piacere di vedere la bimba…) e mi sentivo quasi un marziano, perchè qua i mariti accompagnano le mogli incinte dappertutto!

Dalla tua esperienza, come è invece considerata dalla società la maternità? Ci sono aiuti, incentivi da parte dello Stato sia prima sia una volta che il bimbo è nato?

Non sono molto ferrata su questo aspetto. Purtroppo in Colombia c’è molta gente che vive nella povertà estrema e mi auguro che lo stato aiuti le famiglie in difficoltà sia durante che dopo la gravidanza, ma non ne so nulla. Quello che so è che si ha diritto a un’ottantina di giorni di licenza di maternità e si può scegliere se prendersi qualche giorno prima o cercare di tirare il più possibile per poi godersi quasi tutta la licenza a casa con il proprio bambino. Per questo le nostre dipendenti son sempre li’ li’ per partorire in ufficio…:)

E dal punto di vista famigliare? C’è una maternità allargata legata magari alle nonne, alle sorelle o alle amiche che costituiscono una prima rete di aiuto?

Anche qui bisogna differenziare…le madri di livello medio basso fanno affidamento alle nonne, alle sorelle, alle suocere, a qualsiasi amica o familiare per ottenere aiuto, soprattutto quando devono tornare a lavorare…purtroppo so di suocere o cugine o comunque parenti che si fanno pagare per tenere i bimbi…perché la natalità e’ alle stelle e star dietro a tanti bimbi si trasforma non più in un piacere, per una nonna, ma in un lavoro…

Le donne di livello sociale alto possono permettersi invece una baby sitter e una donna delle pulizie, molto spesso “interne”, ovvero che vivono nella stessa casa..e quindi affrontano la maternità in maniera molto più tranquilla. So di madri che non si sono mai svegliate la notte per allattare i propri figli perche’ si erano estratte il latte e la baby sitter si svegliava ad alimentarli…

Tu stai frequentando un corso pre parto? Se sì, vengono affrontati sia aspetti pratici sia psicologici? Ritieni di essere una mamma informata anche sulle possibili difficoltà della maternità (ad esempio baby blues, depressione post partum)?

Ho terminato il corso pre parto. Sono stati affrontati aspetti soprattutto pratici (allattamento, posizioni per dormire la notte in gravidanza, esercizi di stretching, alimentazione in gravidanza..) ma anche psicologici (seppure in maniera minore)…ritengo di essere una madre informata e farò di tutto per avere un post parto il più sereno possibile…

Hai qualche paura? 

Si, certo, credo sia normale. Ma non paure a livello pratico (imparerò anch’io a fare un bagnetto o a cambiare un pannolino), soprattutto paura di non riuscire a trasmettere a mia figlia tutto quello che vorrei, paura di non vederla felice, paura di vederla soffrire per qualcosa che non dipende da me…

Come ti immagini mamma?

Sicuramente molto diversa dalla maggior parte delle madri colombiane..molto più rilassata, tranquilla…meno ansiosa…mi immagino ballando con mia figlia in braccio così come ho fatto per tutti questi otto mesi con lei in pancia…

Foto credits: Maria Mezzatesta 

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